Data di Pubblicazione:
2019
Abstract:
Un noto aneddoto su Elio Donato narrato da Gerolamo (in eccl. 1.9), in cui il maestro cita un verso del prologo dell’Eunuchus terenziano alla stregua di un proverbio, e un contemporaneo passo dell’Ars di Diomede grammatico (I 400.1 Keil) documentano l’uso frammentario del poeta comico e il passaggio di testi dalla tradizione grammaticale all’interno del repertorio gnomico. L’articolo contestualizza le due testimonianze e segue il vario utilizzo del verso come sententia in vari ambiti letterari a partire dal nostro Cinquecento, mostrando il completo assorbimento del testo in contesti argomentativi più vari (dagli atti del Concilio di Trento alle dispute rinascimentali sulla poesia epica, dai repertori di lessico alla critica letteraria settecentesca) e analizzandone di volta in volta modalità di riuso e di citazione.
Tipologia CRIS:
2.1 Contributo in volume (Capitolo o Saggio)
Keywords:
TERENZIO, EUNUCHUS, SENTENTIA
Elenco autori:
Gasti, Fabio
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Titolo del libro:
Verborum violis multucoloribus. Studi in onore di Giovanni Cupaiuolo
Pubblicato in: