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  1. Pubblicazioni

Disturbo post-traumatico da stress lavoro-correlato: descrizione di cinque casi clinici

Abstract
Data di Pubblicazione:
2018
Abstract:
Introduzione Il disturbo post-traumatico da stress (DPTS) può insorgere dopo eventi implicanti un rischio per l'integrità fisica o per la vita, propria o di altre persone. Esso è caratterizzato da sintomi intrusivi associati all’evento traumatico, comportamenti di evitamento, ipereccitabilità. Al di fuori delle forze dell’ordine, il DPTS è raramente descritto in ambito occupazionale. Obiettivi Analisi di cinque insoliti casi di DPTS lavoro-correlato (eziologia e quadro clinico). Metodi Valutazione interdisciplinare: visita di medicina del lavoro, visita psichiatrica, counseling psicologico, Cognitive Behavioural Assessment 2.0, test di personalità (MMPI-2), intervista strutturata per DSM IV (SCID-II), questionario di valutazione del mobbing (S-NAQ), questionario di valutazione del benessere-stress lavorativo (MASI-R). Risultati Caso 1 (51 anni): direttrice di ufficio postale; minacce da parte di un utente e tre rapine. Continuo stato di ansia con tensione emotiva, fobia, difficoltà lavorative. Ansiosa e spaventata anche nel quotidiano, con difficoltà nella vita privata. Caso 2 (57 anni): operaio tubista; durante intervento su impianto petrolchimico, investito da fuga di metano in fiamme, con ustioni di II e III grado sul 40% della superfice corporea. Ricovero in Rianimazione, successivi innesti cutanei. Estesi esiti cicatriziali. Umore disforico, disagio sociale, fobia, pensieri intrusivi, incubi notturni. Caso 3 (donna, 33 anni): receptionist centro estetico. Al termine di relazione sentimentale con il titolare, riferisce (da parte dello stesso) minacce, umiliazioni, ricatto di licenziamento, violenze fisiche, verbali e sessuali, pedinamenti. Insonnia, pensieri intrusivi, ansia con senso di colpa e disistima personale, stato di costante allerta, inappetenza con episodi di vomito e calo ponderale, irregolarità mestruali, condotte di evitamento, pensieri autolesionistici. Caso 4 (uomo, 53 anni): psichiatra; aggressione fisica da parte di un paziente (frattura di due coste con contusione polmonare). Angoscia, fobia di persecuzione (anche nei confronti dei familiari), riluttanza a recarsi al lavoro, senso di mancata protezione, notevoli difficoltà lavorative, insonnia. Caso 5 (donna, 40 anni): responsabile negozio di calzature; aggressione fisica da parte di un ladro (contusioni multiple, distrazione spalla destra, distorsione IV dito mano destra). Ansia, persistente disagio e preoccupazione, continuo stato di allerta, pensieri intrusivi, incubi ricorrenti, disturbi psicosomatici. Conclusioni Il DPTS può insorgere come conseguenza di infortuni o aggressioni in ambito lavorativo, anche in categorie professionali generalmente considerate a basso rischio. In tali casi, il corretto inquadramento diagnostico interdisciplinare è fondamentale per impostare la psicoterapia e per gli adempimenti medico-legali.
Tipologia CRIS:
1.5 Abstract in rivista
Keywords:
Psicopatologia, stress lavorativo
Elenco autori:
Pettenuzzo, Emanuela; Fabrizio, Scafa; Neri, Luca; Vanoli, Daniela; Cogni, Gianluca; Manco, Raffaella; Negri, Claudia; Giorgi, Ines; Candura, Stefano M.
Autori di Ateneo:
CANDURA STEFANO
Link alla scheda completa:
https://iris.unipv.it/handle/11571/1292626
Pubblicato in:
GIORNALE ITALIANO DI MEDICINA DEL LAVORO ED ERGONOMIA. SUPPLEMENTO
Journal
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