Data di Pubblicazione:
2025
Abstract:
Il capitolo di libro intitolato Rurale-Urbano: nuove ecologie tra territorio, architettura e società analizza la trasformazione contemporanea dei territori metropolitani come sistemi ibridi in cui urbano e rurale non costituiscono più ambiti separati, ma un continuum frammentato e interdipendente. Assumendo come caso studio l’area metropolitana di Milano e, in particolare, il territorio agricolo a sud della città, il testo evidenzia come l’espansione urbana diffusa e il consumo di suolo abbiano compromesso l’equilibrio tra funzioni urbane, attività agricole e valori paesaggistici, generando perdita di identità territoriale, squilibri ambientali ed economici e crescente dipendenza esterna per risorse alimentari ed energetiche.
Idea centrale
L’autore propone di superare la tradizionale dicotomia città/campagna interpretando il paesaggio come bene comune, secondo una visione ispirata alle riflessioni di Pierre Donadieu e alla Convenzione Europea del Paesaggio. Il territorio viene così concepito come un sistema metropolitano integrato, fondato su quattro principi: il paesaggio come totalità, bene comune, luogo di identità collettiva e spazio della diversità ecologica e culturale.
Multifunzionalità e R.A.I.
Nel quadro teorico dell’articolo, il concetto di ruralità viene reinterpretato in chiave multifunzionale: oltre alla produzione agricola (to feed), il territorio rurale può assumere funzioni di tutela ambientale, educazione, tempo libero e benessere. Da questa impostazione deriva la strategia della Rural Architectural Intensification (R.A.I.), intesa come approccio progettuale multiscalare volto a rigenerare i paesaggi rurali attraverso interventi di intensificazione sostenibile, capaci di incrementare il valore sociale, ambientale, economico e culturale del territorio senza ulteriore consumo di suolo.
La proposta progettuale
L’articolo presenta inoltre il progetto sperimentale The Agro-Techno Village, sviluppato dall’AUDe Lab dell’Università di Pavia, come esempio applicativo di questa visione. Il progetto mira a costruire nuove intersezioni tra agricoltura, tecnologia, natura e spazi urbani, promuovendo un modello di paesaggio sostenibile, permeabile e cooperativo, in cui cittadini, attività produttive e sistemi ecologici convivano in equilibrio dinamico.
Conclusioni
In conclusione, il contributo sostiene la necessità di una progettazione “soft” e rigenerativa che riconcili preesistenze rurali e nuove esigenze urbane, proponendo il paesaggio rurale contemporaneo come spazio privilegiato per sperimentare forme innovative di coesistenza tra architettura, ambiente e società nel contesto della città diffusa del XXI secolo.
Idea centrale
L’autore propone di superare la tradizionale dicotomia città/campagna interpretando il paesaggio come bene comune, secondo una visione ispirata alle riflessioni di Pierre Donadieu e alla Convenzione Europea del Paesaggio. Il territorio viene così concepito come un sistema metropolitano integrato, fondato su quattro principi: il paesaggio come totalità, bene comune, luogo di identità collettiva e spazio della diversità ecologica e culturale.
Multifunzionalità e R.A.I.
Nel quadro teorico dell’articolo, il concetto di ruralità viene reinterpretato in chiave multifunzionale: oltre alla produzione agricola (to feed), il territorio rurale può assumere funzioni di tutela ambientale, educazione, tempo libero e benessere. Da questa impostazione deriva la strategia della Rural Architectural Intensification (R.A.I.), intesa come approccio progettuale multiscalare volto a rigenerare i paesaggi rurali attraverso interventi di intensificazione sostenibile, capaci di incrementare il valore sociale, ambientale, economico e culturale del territorio senza ulteriore consumo di suolo.
La proposta progettuale
L’articolo presenta inoltre il progetto sperimentale The Agro-Techno Village, sviluppato dall’AUDe Lab dell’Università di Pavia, come esempio applicativo di questa visione. Il progetto mira a costruire nuove intersezioni tra agricoltura, tecnologia, natura e spazi urbani, promuovendo un modello di paesaggio sostenibile, permeabile e cooperativo, in cui cittadini, attività produttive e sistemi ecologici convivano in equilibrio dinamico.
Conclusioni
In conclusione, il contributo sostiene la necessità di una progettazione “soft” e rigenerativa che riconcili preesistenze rurali e nuove esigenze urbane, proponendo il paesaggio rurale contemporaneo come spazio privilegiato per sperimentare forme innovative di coesistenza tra architettura, ambiente e società nel contesto della città diffusa del XXI secolo.
Tipologia CRIS:
2.1 Contributo in volume (Capitolo o Saggio)
Keywords:
Rural-Urban; Metropolitan Landscape; Landscape Regeneration; Rural Architectural Intensification; Sustainable Development.
Elenco autori:
Cattaneo, Tiziano
Link alla scheda completa:
Titolo del libro:
Progettare beni comuni. Diario di bordo per Locate di Triulzi.
Pubblicato in: