Publication Date:
2017
abstract:
Il saggio affronta lo studio di un giallo esemplare della produzione del commediografo Guglielmo Giannini, Anonima Fratelli Roylott. Il testo, rappresentato nel 1934, ha una grande fortuna intermediale: dopo essere stato più volte pubblicato, diventa un film diretto da Raffaello Matarazzo (1936) e, nel 1954, un romanzo della celebre collana dei gialli Mondadori.
Il saggio affronta i meccanismi che governano “la fabbrica del giallo” di Giannini a più livelli: grazie a documenti dell’archivio dell’autore, ricostruisce i cambiamenti nelle diverse formulazioni del testo, offrendo uno sguardo in profondità sul “laboratorio” del genere giallo. Inoltre analizza il modo in cui la fabbrica, in Giannini, diventa metafora della società americana, evoluta e moderna ma violenta e malvagia. Nel clima autarchico dell’Italia fascista, la fabbrica diventa il simbolo di un potere malato, se nelle mani di individui senza scrupoli, contrapposto all’ordine rassicurante della legge.
Iris type:
1.1 Articolo in rivista
Keywords:
Cinema, Generi cinematografici, Giallo, Guglielmo Giannini, Teatro,
List of contributors:
Mosconi, Elena
Published in: