ID:
511162
Durata (ore):
36
CFU:
6
SSD:
FILOSOFIA TEORETICA
Filosofia teoretica
Anno:
2026
Dati Generali
Periodo di attività
Primo Semestre (21/09/2026 - 18/12/2026)
Syllabus
Obiettivi Formativi
Il corso si propone di sviluppare, innanzi tutto, una riflessione rigorosa intorno alla nozione di sacro e di fornire, a seguire, gli elementi essenziali per comprendere adeguatamente, da un lato, la specificità, ma anche la ricchezza e la varietà, della teo-logia ebraica, cristiana e islamica e, dall’altro, alcuni nuclei fondamentali del pensiero e degli insegnamenti di Buddha e di Confucio.
A partire da tale quadro, l’insegnamento intende quindi indagare le diverse modalità attraverso cui le differenti culture religiose, con particolare riferimento all’Ebraismo, al Cristianesimo e all’Islam, possono entrare in relazione tra loro, prendendo in esame il modello della conversione intellettuale (M. Lutero e U. Grozio), del dialogo in-finito (Abelardo), dell’una religio in rituum varietate (N. Cusano) e, infine, della comunicazione illimitata tra le cifre della Trascendenza (K. Jaspers).
Al termine del corso, lo studente sarà in grado di:
comprendere i principali concetti e nuclei teorici relativi alla dimensione del sacro;
riconoscere le specificità e la complessità della teo-logia ebraica, cristiana e islamica, nonché i principali elementi del pensiero e degli insegnamenti di Buddha e di Confucio;
analizzare criticamente i differenti modelli di relazione tra culture religiose e forme di spiritualità.
A partire da tale quadro, l’insegnamento intende quindi indagare le diverse modalità attraverso cui le differenti culture religiose, con particolare riferimento all’Ebraismo, al Cristianesimo e all’Islam, possono entrare in relazione tra loro, prendendo in esame il modello della conversione intellettuale (M. Lutero e U. Grozio), del dialogo in-finito (Abelardo), dell’una religio in rituum varietate (N. Cusano) e, infine, della comunicazione illimitata tra le cifre della Trascendenza (K. Jaspers).
Al termine del corso, lo studente sarà in grado di:
comprendere i principali concetti e nuclei teorici relativi alla dimensione del sacro;
riconoscere le specificità e la complessità della teo-logia ebraica, cristiana e islamica, nonché i principali elementi del pensiero e degli insegnamenti di Buddha e di Confucio;
analizzare criticamente i differenti modelli di relazione tra culture religiose e forme di spiritualità.
Prerequisiti
Nessuno
Metodi didattici
Lezione frontale e confronto diretto con i testi degli autori, attraverso la lettura e l’analisi guidata delle principali opere.
Verifica Apprendimento
La prova finale consisterà in un colloquio orale.
Testi
Jaspers, K., Socrate, Buddha, Confucio, Gesù. Le personalità decisive, trad. it. di F. Costa, Fazi Editore, Roma 2013;
Zambrano, M., L’uomo e il divino, a cura di A. Savignano, Morcelliana, Brescia 2022.
Gli studenti frequentanti potranno eventualmente concordare con il docente il programma d’esame, scegliendo, sulla base dei propri interessi e del proprio percorso di studi, due dei volumi che verranno progressivamente indicati durante le lezioni a supporto del programma del corso, nel rispetto dei limiti di pagine previsti per un insegnamento di 6 CFU.
Verranno, in particolare, analizzate alcune opere di Abelardo, M. Lutero, N. Cusano, U. Grozio, F. Schleiermacher e K. Jaspers.
Zambrano, M., L’uomo e il divino, a cura di A. Savignano, Morcelliana, Brescia 2022.
Gli studenti frequentanti potranno eventualmente concordare con il docente il programma d’esame, scegliendo, sulla base dei propri interessi e del proprio percorso di studi, due dei volumi che verranno progressivamente indicati durante le lezioni a supporto del programma del corso, nel rispetto dei limiti di pagine previsti per un insegnamento di 6 CFU.
Verranno, in particolare, analizzate alcune opere di Abelardo, M. Lutero, N. Cusano, U. Grozio, F. Schleiermacher e K. Jaspers.
Contenuti
Che cos’è il sacro? E quali sono le sue diverse possibili manifestazioni?
È a partire da queste domande, sollecitate dalle riflessioni di R. Otto e M. Zambrano, che si apre il presente corso, il cui primo obiettivo è indagare la quintessenza del pensiero teo-logico ebraico, cristiano e islamico, nella sua complessità e varietà, per poi rivolgersi allo studio dell’insegnamento di Buddha e di Confucio.
Una volta acquisiti gli elementi fondamentali di queste diverse tradizioni religiose e forme di spiritualità, il percorso si volgerà a considerare il modo in cui queste ultime si trovino oggi, più che mai, a incontrarsi e a confrontarsi.
L’esito di tale incontro, tuttavia, può essere tanto positivo quanto negativo. Esso può tradursi, da un lato, in un virtuoso e rispettoso scambio dialogico, capace di favorire la conoscenza e l’arricchimento reciproco; dall’altro, può sfociare in uno scontro violento che, nel nome della custodia e della salvaguardia della verità, finisce per minacciare la pace civile e per riproporre conflitti combattuti nel nome di Dio che, proprio perché sembravano appartenere a un passato ormai lontano e a un’epoca che si riteneva definitivamente superata, si sarebbe tentati di considerare ormai inattuali. Eppure, tali conflitti riemergono ancora oggi con una drammaticità che li rende, se possibile, ancor più urgenti e inquietanti, mostrando come la questione del rapporto tra le diverse tradizioni religiose sia tutt’altro che consegnata al passato.
È precisamente in questo momento storico, nel quale in Occidente Cristianesimo, Ebraismo e Islam, ma anche Buddhismo e Confucianesimo, si trovano a entrare in un contatto sempre più stretto, che il problema del dialogo tra le diverse culture religiose e forme di spiritualità riemerge dunque con particolare urgenza.
Tale situazione obbliga a interrogarsi sulle possibili forme della relazione tra le differenti tradizioni religiose e spirituali, nonché, conseguentemente, sulle vie oggi percorribili per raggiungere quella tanto agognata pace della fede, secondo la felice formula di N. Cusano.
È davvero possibile, in particolare, una pacifica, ordinata e virtuosa coesistenza di Cristianesimo, Ebraismo e Islam? E, qualora lo sia, attraverso quali modalità può essa concretamente realizzarsi? È possibile passare da un piano propriamente ordinatore, di carattere socio-politico e giuridico, volto a ‘fissare’ le regole della convivenza tra differenti affinché le diverse tradizioni religiose possano coabitare pacificamente all’interno dei medesimi spazi pubblici, a un piano ulteriore, nel quale la concordia investa anche la dimensione propriamente dogmatica? È possibile, cioè, elevare la questione dal livello della mera organizzazione della convivenza a quello filosofico-teologico, nel quale il dialogo e la comunicazione tra molteplici prospettive possa concorrere a un accesso più profondo e autentico alla Trascendenza?
In altre parole, la posta in gioco nella pacificazione delle fedi, su cui il nostro tempo drammaticamente si interroga, potrebbe non consistere soltanto, per quanto ciò sia già fondamentale, nella fine delle guerre di religione e dei conflitti condotti nel nome di Dio. Come suggeriscono, in modi differenti, N. Cusano e K. Jaspers, in gioco potrebbe esservi qualcosa di ancora più radicale: la verità stessa di Dio.
Per riuscire tuttavia a comprendere a fondo se le cose stiano davvero così, e cioè se solamente insieme le diverse religioni e forme di spiritualità possano accedere alla Trascendenza, verranno compiuti quattro passaggi fondamentali:
1) in primo luogo, verrà mostrato come M. Lutero e U. Grozio, seppure in modi e con accenti differenti, abbiano affermato la superiorità del Cristianesimo rispetto alle altre religioni, riconoscendo nella fede cristiana la via privilegiata alla verità e a Dio. Tale posizione li conduce, pur attraverso percorsi differenti, a sottoporre a critica le altre tradizioni religiose, mettendone in luce quelli che, ai loro occhi, sono i limiti e gli errori, con particolare riferimento alla teologia ebraica e a quella islamica;
2) verrà poi mostrato come Abelardo abbia elaborato -e, successivamente, Lullo abbia sviluppato in forma più compiuta- l’idea del confronto e del dialogo tra le diverse tradizioni religiose quale via privilegiata nella ricerca del Vero. Pur riconoscendo nel Cristianesimo l’unica vera religione e il compimento della ricerca dell’uomo verso il divino, entrambi collocano tale ricerca entro un orizzonte di confronto con l’alterità religiosa, nel quale il dialogo con Ebraismo (Abelardo) e Islam (Lullo) diviene l'occasione per chiarire, approfondire e mettere alla prova le ragioni della verità cristiana;
3) verrà, in seguito, rilevato come N. Cusano abbia avanzato, in maniera profondamente dirompente, la proposta dell’una religio in rituum varietate, elaborando, attraverso il progetto della concordantia, la possibilità di ricondurre i tre monoteismi a un nucleo dogmatico fondamentale condiviso e orientato verso il medesimo Dio. La pluralità dei riti non impedisce così di riconoscere un’unità sostanziale sul piano della fede, tale da mettere in discussione l’idea che una sola delle tre religioni, singolarmente considerata, costituisca l’unica via possibile alla salvezza. In questa prospettiva, la differenza religiosa non viene eliminata, ma ricondotta entro una più profonda unità dogmatica, capace di fondare la concordia tra le diverse tradizioni monoteistiche;
4) infine, verrà presa in considerazione la prospettiva di F. Schleiermacher, per il quale le diverse religioni costituiscono differenti forme storiche nelle quali si esprime un’esperienza religiosa originaria, radicata nel sentimento di dipendenza assoluta da Dio. Il dialogo non consiste qui dunque nella costruzione di una dogmatica comune, ma rappresenta una via attraverso cui la pluralità delle esperienze religiose può reciprocamente illuminarsi e concorrere a una più profonda comprensione di Dio: è infatti nel confronto e nella comunicazione tra differenti forme dell’esperienza religiosa che ciascuna di esse può approfondire la propria comprensione del divino e aprirsi autenticamente a quest’ultimo. A completamento del percorso, verrà in chiusura affrontato il progetto filosofico di K. Jaspers, che complica e radicalizza ulteriormente tale prospettiva, spostando il problema dal piano delle singole religioni a quello della fede filosofica: le diverse religioni e tradizioni spirituali possono essere comprese come differenti modalità simboliche, o cifre, attraverso cui l’essere umano si rapporta alla Trascendenza. Ne deriva l’idea della comunicazione illimitata quale compito fondamentale dell’esistenza filosofica: non il superamento delle differenze delle diverse culture religiose e spiritualità in una sintesi dogmatica definitiva, ma un dialogo incessante tra prospettive differenti, nel quale ciascuno, senza rinunciare alla propria verità, si apre alla possibilità che l’altro contribuisca a dischiudere dimensioni ulteriori della Trascendenza.
Il corso si muoverà dunque lungo questa tensione fondamentale: comprendere il sacro nelle sue molteplici manifestazioni e, attraverso il confronto tra le diverse tradizioni religiose e filosofiche, interrogarsi sulla possibilità di trasformare la pluralità delle fedi da motivo di conflitto in occasione di dialogo, di reciproca comprensione e, forse, di un più profondo accesso alla verità della Trascendenza.
È a partire da queste domande, sollecitate dalle riflessioni di R. Otto e M. Zambrano, che si apre il presente corso, il cui primo obiettivo è indagare la quintessenza del pensiero teo-logico ebraico, cristiano e islamico, nella sua complessità e varietà, per poi rivolgersi allo studio dell’insegnamento di Buddha e di Confucio.
Una volta acquisiti gli elementi fondamentali di queste diverse tradizioni religiose e forme di spiritualità, il percorso si volgerà a considerare il modo in cui queste ultime si trovino oggi, più che mai, a incontrarsi e a confrontarsi.
L’esito di tale incontro, tuttavia, può essere tanto positivo quanto negativo. Esso può tradursi, da un lato, in un virtuoso e rispettoso scambio dialogico, capace di favorire la conoscenza e l’arricchimento reciproco; dall’altro, può sfociare in uno scontro violento che, nel nome della custodia e della salvaguardia della verità, finisce per minacciare la pace civile e per riproporre conflitti combattuti nel nome di Dio che, proprio perché sembravano appartenere a un passato ormai lontano e a un’epoca che si riteneva definitivamente superata, si sarebbe tentati di considerare ormai inattuali. Eppure, tali conflitti riemergono ancora oggi con una drammaticità che li rende, se possibile, ancor più urgenti e inquietanti, mostrando come la questione del rapporto tra le diverse tradizioni religiose sia tutt’altro che consegnata al passato.
È precisamente in questo momento storico, nel quale in Occidente Cristianesimo, Ebraismo e Islam, ma anche Buddhismo e Confucianesimo, si trovano a entrare in un contatto sempre più stretto, che il problema del dialogo tra le diverse culture religiose e forme di spiritualità riemerge dunque con particolare urgenza.
Tale situazione obbliga a interrogarsi sulle possibili forme della relazione tra le differenti tradizioni religiose e spirituali, nonché, conseguentemente, sulle vie oggi percorribili per raggiungere quella tanto agognata pace della fede, secondo la felice formula di N. Cusano.
È davvero possibile, in particolare, una pacifica, ordinata e virtuosa coesistenza di Cristianesimo, Ebraismo e Islam? E, qualora lo sia, attraverso quali modalità può essa concretamente realizzarsi? È possibile passare da un piano propriamente ordinatore, di carattere socio-politico e giuridico, volto a ‘fissare’ le regole della convivenza tra differenti affinché le diverse tradizioni religiose possano coabitare pacificamente all’interno dei medesimi spazi pubblici, a un piano ulteriore, nel quale la concordia investa anche la dimensione propriamente dogmatica? È possibile, cioè, elevare la questione dal livello della mera organizzazione della convivenza a quello filosofico-teologico, nel quale il dialogo e la comunicazione tra molteplici prospettive possa concorrere a un accesso più profondo e autentico alla Trascendenza?
In altre parole, la posta in gioco nella pacificazione delle fedi, su cui il nostro tempo drammaticamente si interroga, potrebbe non consistere soltanto, per quanto ciò sia già fondamentale, nella fine delle guerre di religione e dei conflitti condotti nel nome di Dio. Come suggeriscono, in modi differenti, N. Cusano e K. Jaspers, in gioco potrebbe esservi qualcosa di ancora più radicale: la verità stessa di Dio.
Per riuscire tuttavia a comprendere a fondo se le cose stiano davvero così, e cioè se solamente insieme le diverse religioni e forme di spiritualità possano accedere alla Trascendenza, verranno compiuti quattro passaggi fondamentali:
1) in primo luogo, verrà mostrato come M. Lutero e U. Grozio, seppure in modi e con accenti differenti, abbiano affermato la superiorità del Cristianesimo rispetto alle altre religioni, riconoscendo nella fede cristiana la via privilegiata alla verità e a Dio. Tale posizione li conduce, pur attraverso percorsi differenti, a sottoporre a critica le altre tradizioni religiose, mettendone in luce quelli che, ai loro occhi, sono i limiti e gli errori, con particolare riferimento alla teologia ebraica e a quella islamica;
2) verrà poi mostrato come Abelardo abbia elaborato -e, successivamente, Lullo abbia sviluppato in forma più compiuta- l’idea del confronto e del dialogo tra le diverse tradizioni religiose quale via privilegiata nella ricerca del Vero. Pur riconoscendo nel Cristianesimo l’unica vera religione e il compimento della ricerca dell’uomo verso il divino, entrambi collocano tale ricerca entro un orizzonte di confronto con l’alterità religiosa, nel quale il dialogo con Ebraismo (Abelardo) e Islam (Lullo) diviene l'occasione per chiarire, approfondire e mettere alla prova le ragioni della verità cristiana;
3) verrà, in seguito, rilevato come N. Cusano abbia avanzato, in maniera profondamente dirompente, la proposta dell’una religio in rituum varietate, elaborando, attraverso il progetto della concordantia, la possibilità di ricondurre i tre monoteismi a un nucleo dogmatico fondamentale condiviso e orientato verso il medesimo Dio. La pluralità dei riti non impedisce così di riconoscere un’unità sostanziale sul piano della fede, tale da mettere in discussione l’idea che una sola delle tre religioni, singolarmente considerata, costituisca l’unica via possibile alla salvezza. In questa prospettiva, la differenza religiosa non viene eliminata, ma ricondotta entro una più profonda unità dogmatica, capace di fondare la concordia tra le diverse tradizioni monoteistiche;
4) infine, verrà presa in considerazione la prospettiva di F. Schleiermacher, per il quale le diverse religioni costituiscono differenti forme storiche nelle quali si esprime un’esperienza religiosa originaria, radicata nel sentimento di dipendenza assoluta da Dio. Il dialogo non consiste qui dunque nella costruzione di una dogmatica comune, ma rappresenta una via attraverso cui la pluralità delle esperienze religiose può reciprocamente illuminarsi e concorrere a una più profonda comprensione di Dio: è infatti nel confronto e nella comunicazione tra differenti forme dell’esperienza religiosa che ciascuna di esse può approfondire la propria comprensione del divino e aprirsi autenticamente a quest’ultimo. A completamento del percorso, verrà in chiusura affrontato il progetto filosofico di K. Jaspers, che complica e radicalizza ulteriormente tale prospettiva, spostando il problema dal piano delle singole religioni a quello della fede filosofica: le diverse religioni e tradizioni spirituali possono essere comprese come differenti modalità simboliche, o cifre, attraverso cui l’essere umano si rapporta alla Trascendenza. Ne deriva l’idea della comunicazione illimitata quale compito fondamentale dell’esistenza filosofica: non il superamento delle differenze delle diverse culture religiose e spiritualità in una sintesi dogmatica definitiva, ma un dialogo incessante tra prospettive differenti, nel quale ciascuno, senza rinunciare alla propria verità, si apre alla possibilità che l’altro contribuisca a dischiudere dimensioni ulteriori della Trascendenza.
Il corso si muoverà dunque lungo questa tensione fondamentale: comprendere il sacro nelle sue molteplici manifestazioni e, attraverso il confronto tra le diverse tradizioni religiose e filosofiche, interrogarsi sulla possibilità di trasformare la pluralità delle fedi da motivo di conflitto in occasione di dialogo, di reciproca comprensione e, forse, di un più profondo accesso alla verità della Trascendenza.
Lingua Insegnamento
ITALIANO
Altre informazioni
Nessuna
Corsi
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FILOSOFIA
Laurea Magistrale
2 anni
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Persone
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Docente
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