ID:
509858
Durata (ore):
36
CFU:
5
SSD:
Sistemi di elaborazione delle informazioni
Anno:
2026
Dati Generali
Periodo di attività
Secondo Semestre (22/02/2027 - 25/05/2027)
Syllabus
Obiettivi Formativi
L’insegnamento fornisce agli studenti gli strumenti concettuali e metodologici per trattare come dati i materiali linguistici, testuali e documentari che costituiscono l’oggetto del loro percorso di studi, e per collocare il proprio lavoro entro le infrastrutture digitali della ricerca e della memoria pubblica europea. Il filo conduttore è l’istituzione che conserva e rende accessibile — archivio, biblioteca, museo — colta nel passaggio da custode di collezioni a infrastruttura civica e di ricerca.
2.1 Conoscenza e capacità di comprensione
Al termine dell’insegnamento lo studente è in grado di:
– ricostruire il dibattito sulle digital humanities, le diverse interpretazioni dell’espressione e le sue radici nella riflessione novecentesca sulla tecnica, sulla cultura tipografica e sulle due culture;
– descrivere l’impatto del paradigma digitale sul settore della conservazione di opere d’arte, libri, documenti e artefatti, e le trasformazioni organizzative che ne derivano per gli istituti che vi operano;
– spiegare che cosa significa rappresentare digitalmente un documento e un testo: digitalizzazione, metadati, codifica, standard di interoperabilità, dati aperti collegati, e che cosa si guadagna e che cosa si perde in ciascun passaggio;
– descrivere l’infrastruttura pubblica della digitalizzazione del patrimonio in Italia e in Europa, i suoi modelli economici e organizzativi e le questioni di sostenibilità che si aprono al termine di un ciclo di finanziamento;
– illustrare il quadro dei diritti che regola il riuso dei surrogati digitali del patrimonio, con riferimento alle licenze, all’estrazione di testo e dati e agli obblighi di trasparenza sui contenuti sintetici;
– descrivere il ruolo della biblioteca pubblica come organizzazione di frontiera e come attore dell’ecosistema digitale urbano, e i modelli di governance partecipativa che vi si applicano.
2.2 Conoscenza e capacità di comprensione applicate
Al termine dell’insegnamento lo studente è in grado di:
– analizzare una collezione digitale esistente valutandone descrizione, interoperabilità, condizioni di riuso e usabilità per la ricerca;
– applicare le logiche del living lab e del co-design alla progettazione di un servizio pubblico digitale, conducendo l’analisi dei bisogni, la mappatura degli attori e la definizione di una proposta;
– analizzare una struttura di governance partecipativa e valutare la sostenibilità di un progetto oltre il ciclo di finanziamento che lo ha avviato;
– condurre in autonomia l’analisi critica di un caso di studio internazionale, individuandone il contesto, il modello adottato e i risultati verificabili.
2.3 Autonomia di giudizio
Al termine dell’insegnamento lo studente è in grado di:
– valutare criticamente le narrazioni sulla trasformazione digitale del patrimonio, distinguendo i risultati documentati dalle dichiarazioni di intenti e riconoscendo gli interessi dei soggetti che le formulano;
– discutere rischi e opportunità della digitalizzazione: divario nell’accesso, dipendenza delle istituzioni pubbliche da infrastrutture private, costo della conservazione a lungo termine, asimmetrie nella provenienza delle collezioni;
– assumere una posizione motivata sul rapporto fra istituzione culturale e comunità di riferimento, riconoscendo che si tratta di una scelta di missione e non di una questione tecnica.
2.4 Abilità comunicative
Al termine dell’insegnamento lo studente è in grado di:
– presentare una proposta progettuale a interlocutori non specialisti — amministratori, operatori culturali, cittadini — motivando le scelte e dichiarando i vincoli;
– condurre e documentare un’attività di ascolto e di co-progettazione con soggetti esterni, nel rispetto delle regole sul consenso e sul trattamento dei dati;
– sostenere il proprio contributo all’interno di un gruppo di lavoro e integrarlo con quelli altrui.
2.5 Capacità di apprendere
Al termine dell’insegnamento lo studente è in grado di:
– individuare e utilizzare le fonti primarie del settore — documentazione degli standard, piani e atti pubblici, letteratura scientifica — distinguendole dalla pubblicistica secondaria;
– trasferire il metodo appreso a istituzioni, collezioni e contesti diversi da quelli trattati a lezione;
– riconoscere quando una soluzione tecnica o organizzativa appresa è superata e ricostruirne la sostituzione.
2.1 Conoscenza e capacità di comprensione
Al termine dell’insegnamento lo studente è in grado di:
– ricostruire il dibattito sulle digital humanities, le diverse interpretazioni dell’espressione e le sue radici nella riflessione novecentesca sulla tecnica, sulla cultura tipografica e sulle due culture;
– descrivere l’impatto del paradigma digitale sul settore della conservazione di opere d’arte, libri, documenti e artefatti, e le trasformazioni organizzative che ne derivano per gli istituti che vi operano;
– spiegare che cosa significa rappresentare digitalmente un documento e un testo: digitalizzazione, metadati, codifica, standard di interoperabilità, dati aperti collegati, e che cosa si guadagna e che cosa si perde in ciascun passaggio;
– descrivere l’infrastruttura pubblica della digitalizzazione del patrimonio in Italia e in Europa, i suoi modelli economici e organizzativi e le questioni di sostenibilità che si aprono al termine di un ciclo di finanziamento;
– illustrare il quadro dei diritti che regola il riuso dei surrogati digitali del patrimonio, con riferimento alle licenze, all’estrazione di testo e dati e agli obblighi di trasparenza sui contenuti sintetici;
– descrivere il ruolo della biblioteca pubblica come organizzazione di frontiera e come attore dell’ecosistema digitale urbano, e i modelli di governance partecipativa che vi si applicano.
2.2 Conoscenza e capacità di comprensione applicate
Al termine dell’insegnamento lo studente è in grado di:
– analizzare una collezione digitale esistente valutandone descrizione, interoperabilità, condizioni di riuso e usabilità per la ricerca;
– applicare le logiche del living lab e del co-design alla progettazione di un servizio pubblico digitale, conducendo l’analisi dei bisogni, la mappatura degli attori e la definizione di una proposta;
– analizzare una struttura di governance partecipativa e valutare la sostenibilità di un progetto oltre il ciclo di finanziamento che lo ha avviato;
– condurre in autonomia l’analisi critica di un caso di studio internazionale, individuandone il contesto, il modello adottato e i risultati verificabili.
2.3 Autonomia di giudizio
Al termine dell’insegnamento lo studente è in grado di:
– valutare criticamente le narrazioni sulla trasformazione digitale del patrimonio, distinguendo i risultati documentati dalle dichiarazioni di intenti e riconoscendo gli interessi dei soggetti che le formulano;
– discutere rischi e opportunità della digitalizzazione: divario nell’accesso, dipendenza delle istituzioni pubbliche da infrastrutture private, costo della conservazione a lungo termine, asimmetrie nella provenienza delle collezioni;
– assumere una posizione motivata sul rapporto fra istituzione culturale e comunità di riferimento, riconoscendo che si tratta di una scelta di missione e non di una questione tecnica.
2.4 Abilità comunicative
Al termine dell’insegnamento lo studente è in grado di:
– presentare una proposta progettuale a interlocutori non specialisti — amministratori, operatori culturali, cittadini — motivando le scelte e dichiarando i vincoli;
– condurre e documentare un’attività di ascolto e di co-progettazione con soggetti esterni, nel rispetto delle regole sul consenso e sul trattamento dei dati;
– sostenere il proprio contributo all’interno di un gruppo di lavoro e integrarlo con quelli altrui.
2.5 Capacità di apprendere
Al termine dell’insegnamento lo studente è in grado di:
– individuare e utilizzare le fonti primarie del settore — documentazione degli standard, piani e atti pubblici, letteratura scientifica — distinguendole dalla pubblicistica secondaria;
– trasferire il metodo appreso a istituzioni, collezioni e contesti diversi da quelli trattati a lezione;
– riconoscere quando una soluzione tecnica o organizzativa appresa è superata e ricostruirne la sostituzione.
Prerequisiti
L’insegnamento non richiede competenze informatiche pregresse né conoscenze di programmazione, e non prevede propedeuticità formali. Poiché è collocato al primo anno di una laurea magistrale e accoglie studenti provenienti da percorsi triennali eterogenei, le conoscenze e le abilità richieste in ingresso sono descritte per esteso.
1.1 Conoscenze richieste
– Nozioni di base sull’editoria e sul documento digitale: che cosa sono un ipertesto, un documento web, un formato di testo, un libro elettronico e i relativi dispositivi di lettura; che cosa distingue un testo digitalizzato da un testo nativo digitale. Questi concetti sono richiamati nella seconda parte del corso, ma la loro conoscenza preliminare consente di seguirla con profitto anziché acquisirli durante la trattazione.
– Nozioni di base sul patrimonio culturale: che cosa distingue un archivio, una biblioteca e un museo quanto a materiali trattati e a modo di descriverli. Non è richiesta una formazione archivistica o biblioteconomica: è richiesta la capacità di riconoscere la differenza.
– Capacità di lettura di un saggio accademico e di ricerca autonoma di un riferimento bibliografico a partire da una citazione.
1.2 Competenze linguistiche richieste
– Italiano. L’insegnamento è erogato in italiano e la prova d’esame si sostiene in italiano. È richiesto un livello di comprensione orale e di produzione orale non inferiore al B2 del QCER.
– Inglese. Una parte rilevante della bibliografia e della documentazione tecnica internazionale è in lingua inglese e non disponibile in traduzione: è richiesto un livello di comprensione scritta non inferiore al B2 del QCER.
1.3 Disponibilità richieste per le attività di laboratorio
La terza e la quarta parte dell’insegnamento comportano lavoro di gruppo, analisi di casi e attività di progettazione partecipata. Presuppongono quindi disponibilità al lavoro collaborativo e la partecipazione. Le modalità alternative per chi non può partecipare sono indicate nella sezione Modalità di verifica dell’apprendimento.
1.4 Riallineamento dei prerequisiti
Nella prima settimana è disponibile su KIRO un breve glossario dei concetti richiamati sopra, accompagnato da un test di autovalutazione anonimo e non valutativo. Il test non incide in alcun modo sulla valutazione finale.
1.1 Conoscenze richieste
– Nozioni di base sull’editoria e sul documento digitale: che cosa sono un ipertesto, un documento web, un formato di testo, un libro elettronico e i relativi dispositivi di lettura; che cosa distingue un testo digitalizzato da un testo nativo digitale. Questi concetti sono richiamati nella seconda parte del corso, ma la loro conoscenza preliminare consente di seguirla con profitto anziché acquisirli durante la trattazione.
– Nozioni di base sul patrimonio culturale: che cosa distingue un archivio, una biblioteca e un museo quanto a materiali trattati e a modo di descriverli. Non è richiesta una formazione archivistica o biblioteconomica: è richiesta la capacità di riconoscere la differenza.
– Capacità di lettura di un saggio accademico e di ricerca autonoma di un riferimento bibliografico a partire da una citazione.
1.2 Competenze linguistiche richieste
– Italiano. L’insegnamento è erogato in italiano e la prova d’esame si sostiene in italiano. È richiesto un livello di comprensione orale e di produzione orale non inferiore al B2 del QCER.
– Inglese. Una parte rilevante della bibliografia e della documentazione tecnica internazionale è in lingua inglese e non disponibile in traduzione: è richiesto un livello di comprensione scritta non inferiore al B2 del QCER.
1.3 Disponibilità richieste per le attività di laboratorio
La terza e la quarta parte dell’insegnamento comportano lavoro di gruppo, analisi di casi e attività di progettazione partecipata. Presuppongono quindi disponibilità al lavoro collaborativo e la partecipazione. Le modalità alternative per chi non può partecipare sono indicate nella sezione Modalità di verifica dell’apprendimento.
1.4 Riallineamento dei prerequisiti
Nella prima settimana è disponibile su KIRO un breve glossario dei concetti richiamati sopra, accompagnato da un test di autovalutazione anonimo e non valutativo. Il test non incide in alcun modo sulla valutazione finale.
Metodi didattici
I metodi sono scelti in funzione dei risultati attesi: la lezione dialogata costruisce i quadri concettuali e il lessico del settore (2.1); l’analisi di casi condotta dagli studenti sviluppa la capacità di indagine autonoma e l’autonomia di giudizio (2.2 e 2.3); il laboratorio di co-design sviluppa la capacità applicativa e le abilità comunicative in un contesto reale (2.2 e 2.4); la restituzione fra pari e il dossier di processo sostengono la capacità di apprendere e di autovalutarsi (2.5).
Materiali e piattaforme
Le presentazioni utilizzate a lezione (PowerPoint o PDF) sono messe a disposizione nella sezione dedicata all’insegnamento sulla piattaforma KIRO, in formato conforme ai principi di accessibilità per gli utenti con disabilità: struttura delle intestazioni, ordine di lettura, testo alternativo per le immagini, link autodescrittivi.
Le rilevazioni svolte in aula con Wooclap hanno funzione esclusivamente formativa: sono anonime, servono a verificare in tempo reale il livello di comprensione e a orientare la lezione successiva, e non concorrono alla valutazione finale.
Frequenza e materiali per chi non può partecipare
La frequenza alle lezioni e alle attività di laboratorio è fortemente consigliata. In ogni caso:
– per la prima e la seconda parte è disponibile su KIRO la videoregistrazione di ciascuna lezione;
– la terza e la quarta parte non sono videoregistrate, perché consistono in attività di ricerca e di progettazione e non in lezioni. Le consegne, i materiali di lavoro e la griglia metodologica costruita in aula sono pubblicati su KIRO; chi non può partecipare sostiene l’esame secondo il Percorso B descritto nella sezione 6, che comprende un elaborato individuale sostitutivo.
Lavoro con soggetti esterni
Le attività della quarta parte comportano interazioni con l’ente partner e con i suoi utenti. Gli studenti sono tenuti a raccogliere il consenso informato delle persone coinvolte, a trattarne i dati secondo le indicazioni fornite a inizio laboratorio e a non diffondere materiali raccolti al di fuori delle finalità didattiche. La titolarità degli elaborati resta degli studenti; l’eventuale uso da parte dell’ente partner è subordinato al loro consenso esplicito.
Materiali e piattaforme
Le presentazioni utilizzate a lezione (PowerPoint o PDF) sono messe a disposizione nella sezione dedicata all’insegnamento sulla piattaforma KIRO, in formato conforme ai principi di accessibilità per gli utenti con disabilità: struttura delle intestazioni, ordine di lettura, testo alternativo per le immagini, link autodescrittivi.
Le rilevazioni svolte in aula con Wooclap hanno funzione esclusivamente formativa: sono anonime, servono a verificare in tempo reale il livello di comprensione e a orientare la lezione successiva, e non concorrono alla valutazione finale.
Frequenza e materiali per chi non può partecipare
La frequenza alle lezioni e alle attività di laboratorio è fortemente consigliata. In ogni caso:
– per la prima e la seconda parte è disponibile su KIRO la videoregistrazione di ciascuna lezione;
– la terza e la quarta parte non sono videoregistrate, perché consistono in attività di ricerca e di progettazione e non in lezioni. Le consegne, i materiali di lavoro e la griglia metodologica costruita in aula sono pubblicati su KIRO; chi non può partecipare sostiene l’esame secondo il Percorso B descritto nella sezione 6, che comprende un elaborato individuale sostitutivo.
Lavoro con soggetti esterni
Le attività della quarta parte comportano interazioni con l’ente partner e con i suoi utenti. Gli studenti sono tenuti a raccogliere il consenso informato delle persone coinvolte, a trattarne i dati secondo le indicazioni fornite a inizio laboratorio e a non diffondere materiali raccolti al di fuori delle finalità didattiche. La titolarità degli elaborati resta degli studenti; l’eventuale uso da parte dell’ente partner è subordinato al loro consenso esplicito.
Verifica Apprendimento
L’esame consiste in una prova orale individuale della durata di circa 25 minuti. Sono previsti due percorsi alternativi, entrambi finalizzati ad accertare tutti i risultati di apprendimento indicati nella sezione 2. La scelta è libera, non richiede alcuna comunicazione preventiva ed è dichiarata dal candidato all’inizio della prova. Le denominazioni designano due programmi d’esame e non certificano alcun livello di frequenza.
6.1 Percorso A — contenuti del corso e progetto
Presentazione e discussione della proposta progettuale elaborata nel laboratorio, con riferimento al contributo individuale del candidato. Il candidato può servirsi di materiale multimediale preparato in anticipo (immagini, filmati, grafici, presentazioni): max 10 punti
Tre domande su tre argomenti distinti, scelti dal docente fra le prime tre parti del programma: 5 punti ciascuna; max 15 punti
Una domanda di valutazione critica su rischi e opportunità della digitalizzazione del patrimonio: max 5 punti
Totale 30
Il calcolo è quindi: 10 + (5 × 3 = 15) + 5 = 30 punti.
6.2 Percorso B — monografia ed elaborato individuale
È il percorso destinato a chi non ha potuto partecipare alle attività di laboratorio.
Relazione orale sulla monografia indicata al punto 5.1, eventualmente accompagnata da un supporto multimediale: max 15 punti
Discussione di un elaborato individuale sostitutivo del laboratorio: analisi di un caso di rigenerazione di una biblioteca pubblica, con proposta di intervento e valutazione della sostenibilità, di 2.000-2.500 parole, consegnato su KIRO almeno sette giorni prima dell’appello: max 10 punti
Una domanda di valutazione critica su rischi e opportunità della digitalizzazione del patrimonio: max 5 punti
Totale 30
Il calcolo è quindi: 15 + 10 + 5 = 30 punti.
6.3 Criteri di valutazione
– Correttezza e proprietà di linguaggio: esattezza dei contenuti e uso appropriato del lessico disciplinare
– Profondità e capacità di integrazione: grado di approfondimento e capacità di collegare fra loro le conoscenze acquisite nelle diverse parti del corso
– Autonomia di giudizio: capacità di argomentare una posizione, di risalire alle fonti e di riconoscere gli interessi in gioco
– Efficacia comunicativa: chiarezza dell’esposizione e adeguatezza al destinatario, anche non specialista
6.4 Soglia di sufficienza, lode e condizioni
– La prova è superata con un punteggio complessivo pari o superiore a 18/30.
– La prova non è superata, indipendentemente dal totale, se la componente progettuale (presentazione o elaborato, secondo il percorso scelto) riceve punteggio zero.
– La lode è attribuita a chi consegue il punteggio massimo dimostrando, in aggiunta, autonomia di giudizio ed efficacia comunicativa di livello eccellente.
6.5 Materiali ammessi e restituzione dell’esito
– È ammesso il materiale multimediale preparato in anticipo a supporto della presentazione. Il materiale sostiene l’esposizione ma non la sostituisce: la lettura di testi predisposti non è ammessa. Non è ammesso altro materiale di consultazione.
– L’esito è comunicato oralmente al termine della prova, con una motivazione sintetica che indica il punteggio attribuito a ciascuna componente. La verbalizzazione avviene secondo le procedure d’Ateneo.
6.1 Percorso A — contenuti del corso e progetto
Presentazione e discussione della proposta progettuale elaborata nel laboratorio, con riferimento al contributo individuale del candidato. Il candidato può servirsi di materiale multimediale preparato in anticipo (immagini, filmati, grafici, presentazioni): max 10 punti
Tre domande su tre argomenti distinti, scelti dal docente fra le prime tre parti del programma: 5 punti ciascuna; max 15 punti
Una domanda di valutazione critica su rischi e opportunità della digitalizzazione del patrimonio: max 5 punti
Totale 30
Il calcolo è quindi: 10 + (5 × 3 = 15) + 5 = 30 punti.
6.2 Percorso B — monografia ed elaborato individuale
È il percorso destinato a chi non ha potuto partecipare alle attività di laboratorio.
Relazione orale sulla monografia indicata al punto 5.1, eventualmente accompagnata da un supporto multimediale: max 15 punti
Discussione di un elaborato individuale sostitutivo del laboratorio: analisi di un caso di rigenerazione di una biblioteca pubblica, con proposta di intervento e valutazione della sostenibilità, di 2.000-2.500 parole, consegnato su KIRO almeno sette giorni prima dell’appello: max 10 punti
Una domanda di valutazione critica su rischi e opportunità della digitalizzazione del patrimonio: max 5 punti
Totale 30
Il calcolo è quindi: 15 + 10 + 5 = 30 punti.
6.3 Criteri di valutazione
– Correttezza e proprietà di linguaggio: esattezza dei contenuti e uso appropriato del lessico disciplinare
– Profondità e capacità di integrazione: grado di approfondimento e capacità di collegare fra loro le conoscenze acquisite nelle diverse parti del corso
– Autonomia di giudizio: capacità di argomentare una posizione, di risalire alle fonti e di riconoscere gli interessi in gioco
– Efficacia comunicativa: chiarezza dell’esposizione e adeguatezza al destinatario, anche non specialista
6.4 Soglia di sufficienza, lode e condizioni
– La prova è superata con un punteggio complessivo pari o superiore a 18/30.
– La prova non è superata, indipendentemente dal totale, se la componente progettuale (presentazione o elaborato, secondo il percorso scelto) riceve punteggio zero.
– La lode è attribuita a chi consegue il punteggio massimo dimostrando, in aggiunta, autonomia di giudizio ed efficacia comunicativa di livello eccellente.
6.5 Materiali ammessi e restituzione dell’esito
– È ammesso il materiale multimediale preparato in anticipo a supporto della presentazione. Il materiale sostiene l’esposizione ma non la sostituisce: la lettura di testi predisposti non è ammessa. Non è ammesso altro materiale di consultazione.
– L’esito è comunicato oralmente al termine della prova, con una motivazione sintetica che indica il punteggio attribuito a ciascuna componente. La verbalizzazione avviene secondo le procedure d’Ateneo.
Testi
5.1 Programma d’esame
Per il Percorso A, il programma d’esame è costituito dalle presentazioni e dai materiali rilasciati su KIRO, dalle videoregistrazioni delle lezioni e dai documenti indicati al punto 5.4. Per il Percorso B, il programma d’esame comprende la seguente monografia:
– Nicola Barbuti, La digitalizzazione dei beni documentali. Metodi, tecniche, buone prassi, Milano, Editrice Bibliografica, 2022.
5.2 Manuali di orientamento (consigliati)
– Giuseppe Previtali, Che cosa sono le digital humanities, Roma, Carocci, 2022.
– Francesca Tomasi, Organizzare la conoscenza: Digital Humanities e Web semantico. Un percorso tra archivi, biblioteche e musei, Milano, Editrice Bibliografica, 2022, ISBN 9788893573573.
– Johanna Drucker, The Digital Humanities Coursebook. An Introduction to Digital Methods for Research and Scholarship, London – New York, Routledge, 2021.
5.3 Letture di approfondimento, per parte del programma (non obbligatorie)
Prima parte. Charles Percy Snow, The Two Cultures and the Scientific Revolution, Oxford, Oxford University Press, 1959. — Martin Heidegger, Brief über den „Humanismus“, Frankfurt a.M., Klostermann, 1949; trad. it. Lettera sull’«umanismo», Milano, Adelphi, 1995. — Martin Heidegger, Die Frage nach der Technik, in Vorträge und Aufsätze, Pfullingen, Neske, 1957; trad. it. La questione della tecnica, in Saggi e discorsi, Milano, Mursia, 1976, pp. 5-27. — Marshall McLuhan, The Gutenberg Galaxy. The Making of Typographic Man, Toronto, University of Toronto Press, 1962; trad. it. La galassia Gutenberg. Nascita dell’uomo tipografico, Roma, Armando, 1976. — Marshall McLuhan, Understanding Media. The Extensions of Man, New York, McGraw-Hill, 1964; trad. it. Capire i media. Gli strumenti del comunicare, Milano, Il Saggiatore, 1967. — George P. Landow, Hypertext 3.0. Critical Theory and New Media in an Era of Globalization, Baltimore – London, The Johns Hopkins University Press, 3a ed., 2006; della 2a ed. (Hypertext 2.0, 1997) esiste la trad. it. L’ipertesto. Tecnologie digitali e critica letteraria, a cura di Paolo Ferri, Milano, Bruno Mondadori, 1998. — Henry Jenkins, Convergence Culture. Where Old and New Media Collide, New York, New York University Press, 2006; trad. it. Cultura convergente, Milano, Apogeo, 2007.
Seconda parte. Francesca Tomasi, Organizzare la conoscenza (cit. al punto 5.2). — Maria Elena Colombo, Musei e cultura digitale. Fra narrative, pratiche e testimonianze, Milano, Editrice Bibliografica, 2020. — Salvatore Settis, Warburg continuatus. Descrizione di una biblioteca, in Monica Centanni (a cura di), Warburg e il pensiero vivente, Ronzani Editore, 2022, pp. 169-228.
Terza e quarta parte. Duncan F. Cameron, The Museum, a Temple or the Forum, in «Curator», 14, 1 (1971), pp. 11-24, DOI 10.1111/j.2151-6952.1971.tb00416.x. — Judith Andrews, Derek Law (a cura di), Digital Libraries: Policy, Planning and Practice, Abingdon – New York, Routledge, 2017. — Battulga Buyannemekh, Mila Gascó-Hernández, J. Ramon Gil-García, Fostering Smart Citizens. The Role of Public Libraries in Smart City Development, in «Sustainability», 16, 5 (2024), DOI 10.3390/su16051750. — Oskar Hernández-Pérez, Fernando Vilariño, Miquel Domènech, Public Libraries Engaging Communities through Technology and Innovation. Insights from the Library Living Lab, in «Public Library Quarterly», 41, 1 (2020), pp. 17-42, DOI 10.1080/01616846.2020.1845047. — Naomi Whiteside et al., Digital Literacy Programs in Support of Diverse Communities. An Australian Public Library Approach, in «Journal of the Australian Library and Information Association», 71, 4 (2022), pp. 388-407, DOI 10.1080/24750158.2022.2115573.
5.4 Fonti primarie e documenti (parte del programma d’esame)
– Ministero della cultura – Istituto centrale per la digitalizzazione del patrimonio culturale, Piano nazionale di digitalizzazione del patrimonio culturale 2022-2026, e documentazione dell’infrastruttura I.PaC.
– Documentazione dello standard International Image Interoperability Framework (IIIF) e vocabolari per la descrizione degli oggetti culturali, nelle sezioni indicate a lezione.
– Legge 23 settembre 2025, n. 132, limitatamente alle disposizioni in materia di diritto d’autore ed estrazione di testo e dati; Regolamento (UE) 2024/1689, art. 50, sugli obblighi di trasparenza relativi ai contenuti sintetici.
Per il Percorso A, il programma d’esame è costituito dalle presentazioni e dai materiali rilasciati su KIRO, dalle videoregistrazioni delle lezioni e dai documenti indicati al punto 5.4. Per il Percorso B, il programma d’esame comprende la seguente monografia:
– Nicola Barbuti, La digitalizzazione dei beni documentali. Metodi, tecniche, buone prassi, Milano, Editrice Bibliografica, 2022.
5.2 Manuali di orientamento (consigliati)
– Giuseppe Previtali, Che cosa sono le digital humanities, Roma, Carocci, 2022.
– Francesca Tomasi, Organizzare la conoscenza: Digital Humanities e Web semantico. Un percorso tra archivi, biblioteche e musei, Milano, Editrice Bibliografica, 2022, ISBN 9788893573573.
– Johanna Drucker, The Digital Humanities Coursebook. An Introduction to Digital Methods for Research and Scholarship, London – New York, Routledge, 2021.
5.3 Letture di approfondimento, per parte del programma (non obbligatorie)
Prima parte. Charles Percy Snow, The Two Cultures and the Scientific Revolution, Oxford, Oxford University Press, 1959. — Martin Heidegger, Brief über den „Humanismus“, Frankfurt a.M., Klostermann, 1949; trad. it. Lettera sull’«umanismo», Milano, Adelphi, 1995. — Martin Heidegger, Die Frage nach der Technik, in Vorträge und Aufsätze, Pfullingen, Neske, 1957; trad. it. La questione della tecnica, in Saggi e discorsi, Milano, Mursia, 1976, pp. 5-27. — Marshall McLuhan, The Gutenberg Galaxy. The Making of Typographic Man, Toronto, University of Toronto Press, 1962; trad. it. La galassia Gutenberg. Nascita dell’uomo tipografico, Roma, Armando, 1976. — Marshall McLuhan, Understanding Media. The Extensions of Man, New York, McGraw-Hill, 1964; trad. it. Capire i media. Gli strumenti del comunicare, Milano, Il Saggiatore, 1967. — George P. Landow, Hypertext 3.0. Critical Theory and New Media in an Era of Globalization, Baltimore – London, The Johns Hopkins University Press, 3a ed., 2006; della 2a ed. (Hypertext 2.0, 1997) esiste la trad. it. L’ipertesto. Tecnologie digitali e critica letteraria, a cura di Paolo Ferri, Milano, Bruno Mondadori, 1998. — Henry Jenkins, Convergence Culture. Where Old and New Media Collide, New York, New York University Press, 2006; trad. it. Cultura convergente, Milano, Apogeo, 2007.
Seconda parte. Francesca Tomasi, Organizzare la conoscenza (cit. al punto 5.2). — Maria Elena Colombo, Musei e cultura digitale. Fra narrative, pratiche e testimonianze, Milano, Editrice Bibliografica, 2020. — Salvatore Settis, Warburg continuatus. Descrizione di una biblioteca, in Monica Centanni (a cura di), Warburg e il pensiero vivente, Ronzani Editore, 2022, pp. 169-228.
Terza e quarta parte. Duncan F. Cameron, The Museum, a Temple or the Forum, in «Curator», 14, 1 (1971), pp. 11-24, DOI 10.1111/j.2151-6952.1971.tb00416.x. — Judith Andrews, Derek Law (a cura di), Digital Libraries: Policy, Planning and Practice, Abingdon – New York, Routledge, 2017. — Battulga Buyannemekh, Mila Gascó-Hernández, J. Ramon Gil-García, Fostering Smart Citizens. The Role of Public Libraries in Smart City Development, in «Sustainability», 16, 5 (2024), DOI 10.3390/su16051750. — Oskar Hernández-Pérez, Fernando Vilariño, Miquel Domènech, Public Libraries Engaging Communities through Technology and Innovation. Insights from the Library Living Lab, in «Public Library Quarterly», 41, 1 (2020), pp. 17-42, DOI 10.1080/01616846.2020.1845047. — Naomi Whiteside et al., Digital Literacy Programs in Support of Diverse Communities. An Australian Public Library Approach, in «Journal of the Australian Library and Information Association», 71, 4 (2022), pp. 388-407, DOI 10.1080/24750158.2022.2115573.
5.4 Fonti primarie e documenti (parte del programma d’esame)
– Ministero della cultura – Istituto centrale per la digitalizzazione del patrimonio culturale, Piano nazionale di digitalizzazione del patrimonio culturale 2022-2026, e documentazione dell’infrastruttura I.PaC.
– Documentazione dello standard International Image Interoperability Framework (IIIF) e vocabolari per la descrizione degli oggetti culturali, nelle sezioni indicate a lezione.
– Legge 23 settembre 2025, n. 132, limitatamente alle disposizioni in materia di diritto d’autore ed estrazione di testo e dati; Regolamento (UE) 2024/1689, art. 50, sugli obblighi di trasparenza relativi ai contenuti sintetici.
Contenuti
L’insegnamento si articola in quattro parti, per complessive 36 ore, così ripartite: prima parte, 10 ore; seconda parte, 10 ore; terza parte, 8 ore; quarta parte, 8 ore. Le prime due si svolgono in forma di lezione; la terza e la quarta in forma di laboratorio.
Prima parte · Che cosa sono le digital humanities (10 ore)
– Il dibattito sulle DH e le diverse interpretazioni dell’espressione: informatica umanistica, metodi computazionali, critica culturale del digitale.
– Le radici del dibattito: la questione della tecnica, la cultura tipografica e i suoi effetti sulla conoscenza, la separazione fra le due culture.
– Ipertesto e testualità elettronica: che cosa cambia nella lettura, nella scrittura e nell’autorialità.
– L’impatto del paradigma digitale nel settore della conservazione di opere d’arte, libri, documenti e artefatti: convergenza fra archivi, biblioteche e musei, e trasformazione dei mestieri.
Seconda parte · Rappresentare, organizzare, rendere accessibile (10 ore)
– Dal documento al dato: digitalizzazione, surrogati digitali, qualità e fedeltà della riproduzione. Metadati, vocabolari e descrizione degli oggetti culturali.
– Codifica e rappresentazione del testo; edizioni digitali; costruzione e interrogazione di corpora, con attenzione alle collezioni multilingui e ai patrimoni in contatto.
– Interoperabilità e apertura: standard per l’accesso alle risorse basate su immagini, dati aperti collegati, web semantico. Genealogia del problema: dalla digitalizzazione di massa condotta da attori privati agli standard costruiti dalle istituzioni.
– L’infrastruttura pubblica della digitalizzazione in Italia e in Europa: piani, piattaforme, portali di accesso; modelli economici e organizzativi; la sostenibilità oltre il ciclo di finanziamento.
– Diritti e riuso: licenze sui surrogati digitali, estrazione di testo e dati per l’addestramento di modelli, obblighi di trasparenza e marcatura dei contenuti sintetici; autenticità e provenienza della riproduzione digitale.
Terza parte · La biblioteca come infrastruttura civica: casi di studio (8 ore, laboratorio)
– La biblioteca come organizzazione di frontiera e come attore dell’ecosistema digitale urbano; dalla centralità della collezione alla centralità della comunità.
– Ricerca e analisi critica, condotta dagli studenti in gruppi, di casi internazionali di rigenerazione di biblioteche urbane in quartieri svantaggiati: modelli, strumenti e metodologie che posizionano le biblioteche come nodi di innovazione, inclusione digitale e co-creazione, in connessione con governi locali, università, imprese e cittadini.
– Alfabetizzazione digitale e mediazione: che cosa diventa il servizio di reference quando la mediazione all’informazione è affidata a sistemi automatici.
– Restituzione in aula dei casi analizzati e costruzione di una griglia comparativa condivisa, che costituisce il quadro metodologico della quarta parte.
Quarta parte · Laboratorio di co-design (8 ore)
– Progetto di co-design applicato a una biblioteca pubblica del territorio, individuata all’inizio del corso in accordo con l’ente titolare e indicata su KIRO entro la prima settimana di lezione.
– Esercitazioni sugli strumenti del service design e del living lab: mappatura degli attori, analisi dei bisogni, percorso dell’utente, prototipazione del servizio.
– Governance partecipativa e sostenibilità della proposta oltre il ciclo di finanziamento o di candidatura che la accompagna.
– Deontologia del lavoro con una comunità: consenso informato dei partecipanti, trattamento dei dati raccolti, titolarità e uso degli elaborati prodotti.
– Presentazione delle proposte e discussione fra pari.
Prima parte · Che cosa sono le digital humanities (10 ore)
– Il dibattito sulle DH e le diverse interpretazioni dell’espressione: informatica umanistica, metodi computazionali, critica culturale del digitale.
– Le radici del dibattito: la questione della tecnica, la cultura tipografica e i suoi effetti sulla conoscenza, la separazione fra le due culture.
– Ipertesto e testualità elettronica: che cosa cambia nella lettura, nella scrittura e nell’autorialità.
– L’impatto del paradigma digitale nel settore della conservazione di opere d’arte, libri, documenti e artefatti: convergenza fra archivi, biblioteche e musei, e trasformazione dei mestieri.
Seconda parte · Rappresentare, organizzare, rendere accessibile (10 ore)
– Dal documento al dato: digitalizzazione, surrogati digitali, qualità e fedeltà della riproduzione. Metadati, vocabolari e descrizione degli oggetti culturali.
– Codifica e rappresentazione del testo; edizioni digitali; costruzione e interrogazione di corpora, con attenzione alle collezioni multilingui e ai patrimoni in contatto.
– Interoperabilità e apertura: standard per l’accesso alle risorse basate su immagini, dati aperti collegati, web semantico. Genealogia del problema: dalla digitalizzazione di massa condotta da attori privati agli standard costruiti dalle istituzioni.
– L’infrastruttura pubblica della digitalizzazione in Italia e in Europa: piani, piattaforme, portali di accesso; modelli economici e organizzativi; la sostenibilità oltre il ciclo di finanziamento.
– Diritti e riuso: licenze sui surrogati digitali, estrazione di testo e dati per l’addestramento di modelli, obblighi di trasparenza e marcatura dei contenuti sintetici; autenticità e provenienza della riproduzione digitale.
Terza parte · La biblioteca come infrastruttura civica: casi di studio (8 ore, laboratorio)
– La biblioteca come organizzazione di frontiera e come attore dell’ecosistema digitale urbano; dalla centralità della collezione alla centralità della comunità.
– Ricerca e analisi critica, condotta dagli studenti in gruppi, di casi internazionali di rigenerazione di biblioteche urbane in quartieri svantaggiati: modelli, strumenti e metodologie che posizionano le biblioteche come nodi di innovazione, inclusione digitale e co-creazione, in connessione con governi locali, università, imprese e cittadini.
– Alfabetizzazione digitale e mediazione: che cosa diventa il servizio di reference quando la mediazione all’informazione è affidata a sistemi automatici.
– Restituzione in aula dei casi analizzati e costruzione di una griglia comparativa condivisa, che costituisce il quadro metodologico della quarta parte.
Quarta parte · Laboratorio di co-design (8 ore)
– Progetto di co-design applicato a una biblioteca pubblica del territorio, individuata all’inizio del corso in accordo con l’ente titolare e indicata su KIRO entro la prima settimana di lezione.
– Esercitazioni sugli strumenti del service design e del living lab: mappatura degli attori, analisi dei bisogni, percorso dell’utente, prototipazione del servizio.
– Governance partecipativa e sostenibilità della proposta oltre il ciclo di finanziamento o di candidatura che la accompagna.
– Deontologia del lavoro con una comunità: consenso informato dei partecipanti, trattamento dei dati raccolti, titolarità e uso degli elaborati prodotti.
– Presentazione delle proposte e discussione fra pari.
Lingua Insegnamento
ITALIANO
Corsi
Corsi
EUROPEAN LANGUAGES, CULTURES AND SOCIETIES IN CONTACT
Laurea Magistrale
2 anni
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