Data di Pubblicazione:
2015
Abstract:
La non limpida e problematica presentazione del mito di Tereo, Procne e Filomela in Verg. ecl. 6.78-81 potrebbe essere dovuta non solo a una dotta ricerca di ambiguitas da parte del poeta ma anche a un gioco umoristico sull’attendibilità del locutore: il Sileno ubriaco, il quale nel corso del suo canto commette non pochi errori, confonde e fonde insieme versioni diverse della medesima saga mitologica. La presenza in questi versi di comportamenti riferibili ora alla rondine ora all’usignolo va verosimilmente interpretata come un’allusione alle due differenti metamorfosi a cui andò incontro Filomela secondo la versione ‘greca’ e secondo la versione ‘latina’ del mito. Quest’ultima versione viene seguita da Virgilio anche nelle Georgiche.
Tipologia CRIS:
1.1 Articolo in rivista
Keywords:
Virgilio, bucoliche, Filomela, Procne, mitologia, ambiguità, metamorfosi, ubriachezza
Elenco autori:
Canobbio, Alberto
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