Data di Pubblicazione:
2018
Abstract:
L’intervento si ripropone di delineare il quadro della vita musicale cremonese nella
quale venne a formarsi il giovane Claudio, concentrandosi sui principali luoghi di produzione
e di fruizione musicale: la cattedrale e le chiese cittadine, l’Accademia degli
Animosi (nella sua prima fase di storia) ed eventuali circoli nobiliari e/o dilettanti, la
piazza del Comune, intesa come luogo di azione dei musici comunali. Si mette poi in
rilievo il ruolo fondamentale rivestito da Marc’Antonio Ingegneri nel creare i presupposti
per una ‘sprovincializzazione’ musicale della città. Questa risulta evidente soprattutto
esaminando due punti: (1) l’azione, condotta sistematicamente per quanto
gli veniva concesso, di organizzare la cappella della cattedrale secondo i più avanzati
modelli nord-italiani del tardo Cinquecento; (2) l’introduzione del madrigale polifonico
nella realtà cremonese – che fino al suo arrivo non sembra aver costituito un reale
motivo di interesse –, ovvero del genere più alla moda e in grado di dare maggiore
visibilità sul piano internazionale a un compositore e a un luogo. In relazione a questo
secondo aspetto, un po’ per lo scioglimento dell’Accademia degli Animosi, soprattutto
per il continuo disinteresse mostrato da gran parte dell’aristocrazia o della ricca borghesia
cittadina, l’azione di Ingegneri non ebbe alcun esito, e i più ambiziosi dotati
compositori di madrigali furono obbligati a cercare fortuna altrove.
Tipologia CRIS:
1.1 Articolo in rivista
Keywords:
Monteverdi, Ingegneri, Cremona, madrigale, Accademie, Accademia degli Animosi
Elenco autori:
Tibaldi, Rodobaldo
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