«Un affare di temperamento e di calcolo». Sulle vicende di un celebre argomento contro la tortura
Capitolo di libro
Data di Pubblicazione:
2021
Abstract:
Le motivazioni addotte da Beccaria per invocare l’abolizione della tortura giudiziaria vengono di norma ascritte a considerazioni lato sensu utilitaristiche. In realtà l’argomento principe del sedicesimo paragrafo del Dei delitti, vale a dire che la tortura non serve ad accertare la verità ma solo la resistenza fisica e morale dell’imputato al dolore, si ritrova in una lunghissima tradizione che risale almeno fino alla Retorica di Aristotele, che difficilmente Beccaria può aver letto direttamente, ma che ha certo influenzato una serie di fonti abolizioniste ben note ai «caffettisti», da Cicerone fino a Montesquieu. Inoltre, che dall’utilitarismo non discenda necessariamente la condanna della tortura, è confermato non solo dal fatto che lo stesso Bentham, che pure di Beccaria fu lettore attento e simpatetico, è favorevole a un uso sia pure limitato di tale pratica, ma dalle discussioni attuali sulla questione, in cui i sempre più numerosi intellettuali che giustificano l’uso della tortura lo fanno proprio utilizzando argomentazioni utilitaristiche.
Tipologia CRIS:
2.1 Contributo in volume (Capitolo o Saggio)
Keywords:
Illuminismo, Beccaria, Tortura, Utilitarismo
Elenco autori:
Cospito, Giuseppe
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Titolo del libro:
Nell'officina dei Lumi. Studi per Gianni Francioni