Data di Pubblicazione:
2024
Abstract:
Il contributo mette a fuoco per la prima volta la figura di Giovan Battista Ferrario, pittore lombardo di primo Seicento, ricordato tra il 1621 e il 1622 tra gli allievi di Cerano all’Accademia Ambrosiana di Milano. Dalla ricostruzione del suo catalogo emerge la fisionomia di un maestro influenzato da Cerano, Giulio Cesare Procaccini e soprattutto dal suo coetaneo Daniele Crespi, allievo come lui all’Ambrosiana. L’identificazione del Ferrario con il misterioso ‘Giovan Battista Ossona’ menzionato nelle antiche guide milanesi, permette di restituire all’artista anche il notevole Martirio di San Pancrazio nella chiesa di Sant’Alessandro a Milano, che rappresentava fino ad oggi un problema aperto per gli studi sul Seicento milanese. Al catalogo dell’artista viene aggiunto anche un Autoritratto, appartenente in origine a un interessante nucleo di ritratti di artisti, ricordato nel 1627 in un carteggio tra Girolamo Borsieri e Federico Borromeo.
Tipologia CRIS:
1.1 Articolo in rivista
Keywords:
Giovan Battista Ferrrario, Giovan Battista Ossona, Giovan Battista Crespi detto il Cerano, Daniele Crespi, Giulio Cesare Procaccini, Pittura del Seicento, Accademia Ambrosiana, Girolamo Borsieri, Federico Borromeo
Elenco autori:
Frangi, Francesco
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