Lo stile epistolare nel medium cinematografico. Un caso emblematico: My Home, In Libya (Melilli, 2018)
Contributo in Atti di convegno
Data di Pubblicazione:
2024
Abstract:
Il dialogo che intercorre tra cinema ed epistole è longevo e complesso e si manifesta prendendo numerose
direzioni e forme, dalle più tradizionali a quelle più eccentriche. Le lettere sono materiale essenziale nel
cinema e possono accompagnare il divenire di un film nella sua intera gestazione: dall’idea alla base, alla
trama stessa, fino ad arrivare alle recensioni e alla critica dopo l’uscita di questo.
Un particolare terreno di confronto è quello della guerra: da sempre legata sia alla rappresentazione cinematografica
sia alla corrispondenza epistolare. All’interno del panorama italiano, nel cinema di guerra,
inteso in senso ampio, vengono ereditati e riadattati gli stilemi tipici della scrittura epistolare declinati in
diversi film secondo modalità differenti: La grande guerra (Monicelli, 1959), Torneranno i prati (Olmi, 2014),
Buongiorno notte (Bellocchio, 2003) e Qualcosa che vive e brucia (Donfrancesco, 2021). In questa cornice, particolare
importanza assume il caso di My Home, in Libya (Melilli, 2018), un documentario a metà tra tradizione
e innovazione, che utilizza forme di epistolarità moderna in maniera strutturale per dare voce a
corrispondenze difficili.
direzioni e forme, dalle più tradizionali a quelle più eccentriche. Le lettere sono materiale essenziale nel
cinema e possono accompagnare il divenire di un film nella sua intera gestazione: dall’idea alla base, alla
trama stessa, fino ad arrivare alle recensioni e alla critica dopo l’uscita di questo.
Un particolare terreno di confronto è quello della guerra: da sempre legata sia alla rappresentazione cinematografica
sia alla corrispondenza epistolare. All’interno del panorama italiano, nel cinema di guerra,
inteso in senso ampio, vengono ereditati e riadattati gli stilemi tipici della scrittura epistolare declinati in
diversi film secondo modalità differenti: La grande guerra (Monicelli, 1959), Torneranno i prati (Olmi, 2014),
Buongiorno notte (Bellocchio, 2003) e Qualcosa che vive e brucia (Donfrancesco, 2021). In questa cornice, particolare
importanza assume il caso di My Home, in Libya (Melilli, 2018), un documentario a metà tra tradizione
e innovazione, che utilizza forme di epistolarità moderna in maniera strutturale per dare voce a
corrispondenze difficili.
Tipologia CRIS:
4.1 Contributo in Atti di convegno
Elenco autori:
Bandi, Susanna
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Titolo del libro:
Forme dell’epistolarità nella letteratura e nello spettacolo dall’Ottocento a oggi
Pubblicato in: